1. Da Monza a Merate

Lo sguardo dello storico si sovrappone a quello della guida in questo itinerario, e di ogni paese Cantù ricorda con brevi cenni le vicende passate, che sfiorano la Storia dei Grandi: il '400 di Francesco Sforza a Vimercate, addirittura il 1200 e poi la peste del 1630 a Cernusco, la battaglia tra francesi e austriaci del 1799 a Verderio. 
Non mancano però gli accenni alle bellezze naturalistiche e architettoniche, soprattutto per Osnago e Merate. Gli accenti diventano lirici, solenni solstennuti nell'elogio di Montevecchia con la figurativo di Maria Gaetana Agnesi, strizzando l'occhio però anche al buongustaio, con un accenno al vino e ai  formaggin de Montavegia!

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2. Da Merate a Brivio

Descrizioni vivaci e variopinte, che vanno dalla bellezza e dalla modestia delle donne di Calco, un vero elogio al mondo femminile della campagna brianzola, ai ricordi di guerre passate e misteriose, stragi di cui si scorgono appena le tracce di San Genesio e Beolco.La descrizione di Brivio e fitta di ricordi autobiografici: è il luogo dell'infanzia e della spensieratezza del Cantù, dei giochi e dei sogni a occhi aperti intorno alle mura del castello ricche di storia e leggenda. La Madonna del Bosco è ricordata per il miracoloso intervento della Vergine, motivo per il quale il santuario fu costruito. Chiude il percorso Imbersago, con una nota sulla bellezza del paesaggio, sino allo scrupoloso dettaglio geologico delle caratteristiche della roccia.    

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3. Da Brivio a Lecco

L'itinerario  che conduce da Brivio a Lecco  descrive i primi paesi, Lecco,  Airuno, Galbiate e il Monte Barro, con l'occhio del vedutista: ampie descrizioni paesaggistiche che dalle alture allungano lo sguardo sulle valli, sui laghetti, fino a vedere le pendici delle Alpi da un lato e Milano dall'altro.   Lecco invece è descritta come Città Grande, immortalata  più  nell'operosità degli abitanti, nelle attività, nei commerci, nel via vai che la caratterizza più  che non nei  suoi aspetti architettonici. Pescarenico e il territorio lecchese sono teatro di memorie Mmanzoniane, oggetto di ammirazione anche per qualche piccolo capolavoro naturale, come la grotta di Laorca.

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4. Il ramo di Lecco

La natura domina questo itinerario: Mandello, famosa, oltre che per le sue ville, proprio per le cave di ferro, metallo e piombo; Varenna, con le sue acque e cascatelle, i minerali e le pietre, ma anche di antiche costruzioni, che risalgono forse ai tempi della regina Teodolinda; Bellagio con la sua Villa Giulia e infine Bellano con la sua storia antica.

E se sei stanco del cammino, Cantù ti invita a goderti la bellezza del lago, concludendo l'itinerario con l'immagine di una coro di voci femminili che proviene da un battello sul lago.

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5. Da Monza a Monticello

Da Lesmo,  sulle  cui origini cui  si racconta  una leggenda un a metà  tra  il mito di Piramo e Tisbe e  la storia di Romeo e Giulietta, l'itinerario conduce  a  una  più concreta descrizione di Casatenovo con i  suoi palazzi  storici e il  ricordo della  famiglia Casati. A Monticello Cantù dedica un'attenzione  particolare, non  solo per la  bellezza dei  suoi palazzi, ma  soprattutto  per il paesaggio, il  più ​​bel giardino di natura. Pochi e  veloci i cenni su Missaglia e, sebbene  rapidi,  sono  però attenti e  predcisi  i  dettagli  sugli elementi di pregio di villa Greppi a Casatevecchio. Chiude l'itinerario Besana, ricordata per la  sua  chiesa, i giardini e le ville.

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6. Da Monticello ad Oggiono

Da Cremella al Monte di Brianza, il mito della regina Teodolinda, con i suoi palazzi veri o presunti, percorre questo itinerario. Per paesi come Barzanò, Cantù si diffonde nelle descrizioni paesaggistiche e poi di ville, di chiese e palazzi, per altri come Cassago, si passa dall'eco storica di s. Agostino alla bellezza squisita del Baciolago. Non manca il ricordo di fiere e mercati, come per Bevera e Santa Maria Hoè. È presente anche una nota di interesse etnografico, con il ricordo dei canti popolari della valle di Rovagnate. Chiude il percorso il profilo dei laghetti di Oggiono e di Annone.

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7. Da Lecco a Erba

L'itinerario da Lecco ad Erba è pieno di enigmi: una misteriosa musica d'organo che un tempo usciva da sotto terra, nei pressi del monumento al Parini ad Erba, o l'inquietante utilizzo che si fece nei tempi antichi della grotta detta Buco del Piombo, luogo di rifugio, di complotti, o covo di Alì Babà e i quaranta ladroni in salsa Brianzola? Oltre ai misteri, l'itinerario si snoda tra storia e architettura: si dedica molto spazio alla chiesa di Valmadrera, al prezioso San Pietro al Monte presso Civate, e al laghetto di Pusiano, oggetto di delicati ricordi personali dell'autore, e incorniciato in un idillio campagnolo di filatrici in crocchio a cantare sulle sponde del lago.

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8. Una corsa nella Vallassina

Una natura maestosa, fatta di monti e soprattutto di acque, segna il percorso di questo itinerario. Dalla malinconia del lago del Segrino si sale alla bellezza dei lunati cocuzzoli dei Corni di Canzo. E poi si segue la cascata della Vallategna, in tutti i suoi balzi, saltelli e spruzzi, fino al Lambro. Asso, che dà il nome alla Vallassina, è interamente dominato dalle riflessioni dell'autore: si illude l'uomo di poter artificiosamente piegare la natura e trasformarla; non eguaglierà mai le bellezze di forme e colori che si offrono spontaneamente agli occhi di chi si ferma ad osservare questi luoghi.

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9. Strada Alzaja

Questo percorso segue il corso dell'Adda, e spesso pare di vedere descrivere i luoghi dalla prospettiva di chi naviga sul fiume. Si traccia così il percorso da Brivio a Paderno, passando per le suggestive Tre Corna; si arriva a Trezzo, nota per il suo castello dalla storia antica, in cui fu chiuso Bernabò Visconti, per finire al castello di Cassano, anch'esso teatro di antiche battaglie del tempo dei Visconti. Per via, si passa da Vaprio, dove dimorò Leonardo da Vinci per qualche tempo, senza disprezzare - racconta Cantù - le grazie di una bella fanciulla brianzola...

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10. Una corsa per la Valsassina

L'itinerario attraverso la Valsassina è puntinato di reminescenze letterarie e chiaroscuri paesaggistici; biografie di personaggi illustri e folklore. Si va da Ballabio, sede del palazzotto di Don Rodrigo, con paesaggio cupo e impervio, passando per Barzio, paese “bello e allegro”, ove nacquero artisti e letterati, fino a Pasturo, luogo d'origine di Agnese, madre di Lucia. Spazio consistente è dedicato a Introbio e alla sua storia, sin dalla fine del '400. Ma non si dimenticano mai il colore popolare e i piaceri della tavola: pittoresche e piacevoli le descrizioni dell'abbigliamento tipico delle donne di Premana ed entusiastico l'elogio per i formaggi di Barzio e per le rane di Premana, grosse e squisite!

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